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Il
generale Del Sette quando dice che non bisogna infangare l’Arma dei Carabinieri
per mio fratello ha ragione.

Però
io non riesco a non pensare a Stefano, magro magro, alto 1 metro e sessanta,
che viene preso a calci fino a spezzargli la schiena. Non riesco a non pensare
allo scherno di quei carabinieri mentre gli facevano tutto quel male.
Soprattutto non riesco a non pensare al fatto che se ne possano addirittura
essere vantati.
“Raffaele
ed i suoi colleghi si erano divertiti a picchiare Stefano Cucchi”.
Si
sono divertiti. Si. Sta scritto nelle carte processuali.

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Mi chiedo quale
divertimento si possa provare a fare del male ad un essere umano inerme e che
non si può difendere.

“era
un tossico di merda”… Dicevano e dicono tutt’ora. Mi ricorda molto quel
che afferma in modo più elegante ma non troppo qualche illustre politico
italiano.
È
questa la nostra cultura?
Ma
caro generale Del Sette io voglio chiederle con tutto il mio cuore, anche a
nome dei miei genitori, è proprio sicuro che il problema ora più importante da
affrontare è quello che non venga infangata l’Arma? Che la cosa più giusta da
dire per il suo comandante in capo sia questa? Non sarebbe forse più giusto
preoccuparsi delle vere vittime di questa tragedia?
Con
rispetto.


Ilaria Cucchi per Huffington Post

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  • Anonimo

    qualsiasi violenza e' da stroncare, ma per me sia la vittima, si il suo carnefice, non hanno colpe. se ciò è accaduto c'è un solo colpevole è duro a dirlo, ma è cosi, in america un presumibile rapinatore, ultimamente, sebbene circondato da ben tre poliziotti, a un misero cenno di tentata violenza è stato ucciso, crivellato di colpi di arma da fuoco. se ciò fosse accaduto in Italia,come minimo il poliziotto era indagato per omicidio volontario. in Italia non funziona la tutela del poliziotto, con questo voglio dire che se lo stesso venisse difeso dallo stato come avviene in altri paesi,non ci sarebbe tutto questo, in quanto non avrebbe il motivo di mettere le mani su chicchessia,siccome il reo sarebbe sufficientemente perseguito dalla legge mentre in questo paese purtroppo avviene il contrario.

  • Anonimo

    qualsiasi violenza e' da stroncare, ma per me sia la vittima, si il suo carnefice, non hanno colpe. se ciò è accaduto c'è un solo colpevole è duro a dirlo, ma è cosi, in america un presumibile rapinatore, ultimamente, sebbene circondato da ben tre poliziotti, a un misero cenno di tentata violenza è stato ucciso, crivellato di colpi di arma da fuoco. se ciò fosse accaduto in Italia,come minimo il poliziotto era indagato per omicidio volontario. in Italia non funziona la tutela del poliziotto, con questo voglio dire che se lo stesso venisse difeso dallo stato come avviene in altri paesi,non ci sarebbe tutto questo, in quanto non avrebbe il motivo di mettere le mani su chicchessia,siccome il reo sarebbe sufficientemente perseguito dalla legge mentre in questo paese purtroppo avviene il contrario.