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“In questi giorni nei quali si discute molto di sindacati, vorrei ricordare che l’attuale Governo Renzi-Gentiloni, con la Legge Madia che “scioglie” il CFS, è stato il primo nella storia recente, a revocare le tutele sindacali oltre che a determinare la scomparsa dei sindacati autonomi della forestale.

Ciò è avvenuto all’indomani del primo gennaio 2017 a seguito dello scioglimento della quinta Forza di Polizia ad ordinamento civile, il quasi bicentenario Corpo forestale dello Stato, e dell’assorbimento di gran parte del suo personale nell’Arma dei Carabinieri.

In queste ore mi giungono notizie di azioni disciplinari e spostamenti temporanei nei confronti di ex-sindacalisti del CFS.

Approfondirò con molta attenzione queste situazioni e mi impegno a portare avanti tutte le azioni parlamentari necessarie affinché non vengano lesi i diritti sindacali costituzionalmente sanciti e sia garantita la libertà di espressione.” E’ quanto si legge sulla pagina Facebook del portavoce del Movimento Cinque Stelle Massimiliano Bernini. Tra i commenti del post “gli ex CFS hanno mantenuto le stesse linee gerarchiche e funzionali di quando erano civili…cioè ognuno di loro ha mantenuto lo stesso comandante che aveva prima, ergo le pratiche disciplinari credo siano attivate dagli stessi ex CFS ora militari!”.

“Apprendo con estrema preoccupazione la notizia di taluni procedimenti disciplinari avviati da taluni ufficiali dei Carabinieri nei confronti di ex sindacalisti già in forza al disciolto Corpo forestale dello Stato ed ora confluiti nell’Arma.” È il commento di Luca Marco Comellini segretario del Partito dei militari

L’azione punitiva sarebbe stata avviata per questioni che non riguardano il servizio né la disciplina militare, ma la libertà di espressione su Facebook e questo fatto, se confermato, determinerebbe una gravissimo limitazione dei diritti costituzionalmente garantiti.

L’eventuale sanzione disciplinare lederebbe irrimediabilmente quel poco che resta dei diritti dei lavoratori dell’ex Corpo forestale dello Stato dopo la forzata militarizzazione, avvenuta a seguito dell’entrata in vigore di una discutibile riforma della pubblica amministrazione voluta dal governo Renzi su iniziativa della Ministra Madia.

Ho il brutto presentimento che le entusiastiche parole con cui il vertice dell’Arma accolse i nuovi carabinieri forestali siano state già dimenticate e che la situazione stia sfuggendo di mano.

Ritengo – conclude Comellini – che il generale Del Sette, comandante dell’Arma dei carabinieri, abbia il dovere di intervenire, accertare i fatti e, quindi, fermare la pericolosa deriva antidemocratica verso la quale, inevitabilmente, s’incamminerebbero i vertici dei carabinieri forestali se proseguissero nell’azione disciplinare contro ex esponenti del mondo sindacale.”

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