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Finì di scontare la sua pena e poi fu reintegrato in servizio. Stefano Gigliopoliziotto delle Volanti di Grosseto arrestato nella mattinata di giovedì 21 settembre, era già finito in carcere e condannato. Accadde nel Duemila, sempre per questioni legate alla droga. Finì dentro l’inchiesta Brancaleone, che vide 42 misure cautelari di cui oltre 30 in carcere, quasi tutte eseguite, per un’ associazione dedita al traffico di coca, hashish e marijuana, con legami con la ‘ndrangheta.

Giglio è stato arrestato nell’ambito di una nuova inchiesta sempre per droga. Spaccio e cessione di stupefacenti le pesanti accuse per l’agente, finito sotto la lente degli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri e della squadra mobile della questura.

Da qui le indagini e il nuovo arresto. Ai tempi della vecchia indagine del 2000, l’agente Giglio prestava servizio all’ottavo reparto mobile di Firenze: per l’ accusa era un «discreto» spacciatore di coca, legato al giro dei buttafuori delle discoteche e anche dei calcianti del calcio storico in cui aveva militato, ambienti dove si è incentrata l’ inchiesta. Dopo aver scontato la condanna fu reintegrato, nel 2003, nella polizia e prese servizio a Grosseto nella squadra Volante.

Le contestazioni di oggi riguardano anche la detenzione abusiva di armi, commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, ricettazione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio. (La Nazione – Grosseto)

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