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Un gruppo di aderenti al movimento “rivoluzionario” dei Forconi ha tentato di arrestare l’ex parlamentare Osvaldo Napoli. È quanto si legge su Next Quotidiano in un interessante analisi di Giovanni Drogo.

Un blitz, a pochi passi da Montecitorio e davanti ad una pattuglia dei Carabinieri. I Forconi non hanno fatto a tempo a declamare il capo d’imputazione che Napoli era già riuscito a divincolarsi e a fuggire. Nel gruppo di rivoluzionari guidato dall’agricoltore pontino Danilo Calvani c’era anche il Generale dei Carabinieri in pensione nonché ex parlamentare della Repubblica il settantenne Antonio Pappalardo.

Antonio Pappalardo e i Forconi di Danilo Calvani

Subito dopo i concitati attimi del fallito blitz, che sulla pagina della rivoluzione permanente del 9 dicembre (l’unica rivoluzione che si svolge una volta all’anno senza fare nessun danno) viene presentato come “il primo arresto”, Pappalardo ha bonariamente redarguito i suoi sodali facendo notare – da esperto qual è – che non è così che si fanno gli arresti. Sembra quasi che Pappalardo si stia dissociando dall’azione rivoluzionaria ma non è così, perché Pappalardo invita i poliziotti e i carabinieri a farsi avanti e a prendere in consegna l’arrestato, perché “è assurdo che siano i cittadini a dover fare certe cose” che invece dovrebbero ricadere nell’ambito dei compiti delle forze di polizia a tutela della ggente.

antonio pappalardo forconi arreso osvaldo napoli

Concetto ribadito da Pappalardo in un post sul suo profilo Facebook dove accusa gli uomini delle Forze dell’Ordine che scortano i politici “non eletti dal popolo” e i ministri del governo abusivo di compiere un abuso d’ufficio.

Attenzione! Gli uomini delle Forze dell’Ordine che stanno scortato i parlamentari abusivi e incostituzionali, state commettendo abuso di ufficio,non potete scortare ALFANO,MINNITI, e tutti i nuovi ministri in carica, da questo momento appena siete in contatto con questi cialtroni,li dovete ARRESTARE, se non lo fate voi lo fanno i cittadini in qualsiasi luogo d’Italia si trovano.il fatto quotidiano ha detto bugie credevamo che questo pseudo giornale dicesse la verita’ nei suoi srticoli e fosse dalla parte del popolo, non e” stato denunciato nessuno perche’ al Commissariato Trevi gli investigatori hanno capito le ragioni dei cittadini che hanno operato l’arresto, sono stati ratificato i verbali contro l’Arrestato e inviati all’Autorita’ Giudiziaria.I FORCONI HANNO DENUNCIATO NON SONO STATI DENUNCIATI.

Pappalardo – sempre parlando in qualità di uno che “conosce la legge” – invita la Polizia e i Carabinieri ad arrestare i politici altrimenti i cittadini saranno costretti (andando però contro la legge) a provvedere da soli agli arresti. Poco fa Pappalardo è tornato a parlare di “delinquenti” riferendosi ai parlamentari “abusivi” e spiegando che il Popolo è incazzato perché non vengono indette libere elezioni.

antonio pappalardo forconi arreso osvaldo napoli

Un comunicato del SUPU, il Sindacato Unitario Personale in Uniforme del quale Pappalardo è Presidente dal 2007, ribadisce il concetto, spiegando che “i delinquenti sono i parlamentari abusivi dal 2014, che hanno rubato alla casse dello Stato oltre 900 milioni di euro. E non i Forconi che stavano arrestando uno di loro“. E qui la faccenda si fa interessante perché Pappalardo, che è stato eletto nel 1992 alla Camera dei Deputati come indipendente tra le fila del Partito Socialista Democratico Italiano, percepisce come ogni parlamentare della Repubblica un vitalizio pari a 3.108 euro al mese (alla quale va aggiunta la pensione da Generale in congedo) ovvero la cifra che spetta a tutti i parlamentari che sono rimasti in carica una legislatura. Niente di illegale, sia ben chiaro, però come non ricordare che l’XI legislatura, quella durante la quale Pappalardo prestò servizio come deputato, viene ricordata come la più breve della storia della Repubblica Italiana. Dopo appena 722 giorni infatti le camere vennero sciolte e così terminò, nel 1994, l’ultima legislatura della Prima Repubblica. Ma in quel brevissimo arco di tempo Pappalardo fece a tempo a cambiare partito (entrò nel gruppo del Patto Segni), diventare sottosegretario alle finanze del governo tecnico (quindi non eletto dal popolo) guidato da Carlo Azeglio Ciampi. Nel 1994 poi l’allora Colonnello Pappalardo si candidò alle amministrative di Roma come capolista di Solidarietà Democratica, movimento politico che venne coinvolto in un’inchiesta per alcuni legami con la massoneria deviata legata a Forza Italia guidata dal principe Giovanni Alliata di Montereale (già coinvolto nel golpe Borghese) che mirava a influenzare l’esito delle elezioni romane (le prime nelle quali c’era l’elezione diretta del sindaco). Pappalardo non è certo nuovo ad uscite rivoluzionarie, nel 2000 quando era alla guida del COCER (il sindacato della Benemerita) ad esempio aveva minacciato l’agitazione dell’Arma dei Carabinieri auspicando che i militi provvedessero a “fondare un nuovo Stato”. Dichiarazione che gli costò la rimozione immediata dal Comando del II Reggimento Carabinieri di Roma. In seguito Pappalardo ha tentato di promuovere il federalismo in salsa siciliana e addirittura di portare la pace tra israeliani e palestinesi con un musical. Abbandonate le velleità pacifiste ora Pappalardo è alla guida del Movimento Italia che mira alla ricostruzione dello Stato italiano da zero grazie all’azione responsabile dei Carabinieri in congedo e di tutte le Forze dell’Ordine di buona volontà che abbiano desiderio di seguirlo. Insomma Pappalardo crede che l’Italia sia la Turchia e che quindi l’esercito (perché i Carabinieri sono una delle quattro forze armate) abbia il compito di intervenire con la forza per ristabilire l’ordine costituzionale.

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