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L’intesa tra il ministro Madia, Cgil, Cisl e Uil sblocca i rinnovi dopo sette anni di congelamento (dichiarato incostituzionale). I sindacati chiedevano che gli 85 euro fossero l’incremento minimo: ha prevalso la posizione del governo. “L’aumento è di 85 euro medi, abbiamo insistito sul fatto che siano medi” anche per dare “una maggiore attenzione e un maggiore sostegno ai redditi bassi, a chi ha sofferto di più la crisi e il blocco contrattuale”, ha detto la Madia. “Non è detto che gli aumenti saranno uguali per tutti”. 

In compenso il reddito aggiuntivo non inciderà sul diritto al bonus di 80 euro. Renzi, che voleva a tutti i costi chiudere prima del referendum: “#lavoltabuona per i dipendenti pubblici”.

Riportiamo le dichiarazioni a margine dell’incontro dei segretari dei sindacati presenti alla riunione con il ministro Madia:

“Il testo condiviso con il governo è un primo importante risultato che premia le mobilitazioni dei lavoratori pubblici di questi anni e, se concretizzato, lascia alle spalle una stagione di legislazione punitiva del lavoro pubblico aprendo la strada alla valorizzazione e contrattualizzazione dei dipendenti pubblici”. (Camusso – CGIL)
“Siamo soddisfatti e contenti. L’aumento di 85 euro rappresenta una cifra “dignitosa” e “abbiamo stabilito che il contratto prevale sulla legge, la legge Brunetta è stata così superata”. (Furlan – CISL)
“Un accordo così un anno fa ce lo potevamo sognare” (Barbagallo – UIL).

Insomma fra chi si strappa le vesti e chi esulta riportiamo il comunicato anche del Co.Ce.R. della Marina Militare, che frena l’euforia e rappresenta i dubbi dell’intero Comparto Sicurezza e Difesa sull’accordo per il rinnovo del contratto.

“Il Co.Ce.R. Marina apprende dai media, con grande sorpresa, la notizia che ieri è stata firmata un’intesa tra il Governo ed i sindacati confederali per il rinnovo del contratto della P.A..

Da quanto reso noto sembrerebbe che i fondi a disposizione promessi, e da finanziare nel prossimo triennio, potrebbero essere destinati a tutta la pubblica amministrazione e quindi anche al Comparto Difesa Sicurezza e Soccorso Pubblico, ma ad oggi non ne abbiamo certezza.

A fronte di questa vicenda i militari ancora non sanno quali siano le risorse destinate al riordino delle carriere e se il bonus degli 80 euro sarà confermato.

Nonostante la mancata convocazione per firmare l’accordo, rassicuriamo il nostro personale che saremo garanti delle loro aspettative nel corso della eventuale necessaria conseguente concertazione, a nostro parere da aprire quanto prima. In definitiva, spiace rilevare il mancato coinvolgimento della R.M. in considerazione che da tre anni il Governo non incontra i Rappresentanti del personale in divisa che viceversa è sempre pronto a servire il Paese.”

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